Crocevia Culturale: Gorizia
Città cerniera, città strapata. Un destino che si ripette in questo luogo molto particolare dell'Italia. Gorizia ha la particolarità di trovarsi al confine tra culture germaniche, slave e latine. Gli strappi che ne derivano sono indelibili, più di tutti il fatto che la città fosse tagliata in due dopo il secondo conflitto mondiale. Partiamo alla scoperta dell'interesse degli austriaci per questo luogo, a una ventina di chilometri dal mare, conosciuto come 'Nizza austriaca' fino alla conclusione del primo conflitto mondiale.
Presenza dominante su molti chilometri, la struttura imponente del Castello (XI secolo) è stato il punto focale dello sviluppo dell'abitato. È anche il punto di separazione della città italiana della sua siamese slovena, Nova Gorica. La struttura è arredata principalemente in mobili rinascimentali, barocchi e settecenteschi, e abellita da dipinti, corazze e ceramiche che traducono, nella Sala del Conte, alla cappella o nei carceri, atmosfere genuine della vita dei secoli passati. All'ultimo piano, si intuisce il panorama offerto sulle zone circostante; il piaccere è arrichito da uno spazio multimediale didattico sulla storia di Gorizia.
Il borgo medievale è delimitato da cinte murarie e possiede molti edifici antichi. Il recinto raggruppa anche vari musei tradizionali (etnografici ed archeologici) o meno (moda e arti applicate).
Di fronte, il Duomo ha origini medievali, testimoniato dalle cripte ormai riaperte al pubblico. L'altra chiesa d'importanza è Sant'Ignazio, iniziata alla fine del seicento per arginare le eresie del protestantismo, con le sue pittoresche cupole a cipolla a sapore mitteleuropeo.
Tra i palazzi segnaliamo la sede del comune, Palazzo Attems-Santa Croce, la sede dei musei di provincia, Palazzo Attems-Petzenstein, Palazzo Lantieri, Palazzo Coronini Cronberg e Palazzo Cobenzi.
Di grande importanze culturale à il complesso di Santa Chiara che ospita il Tesoro di Aquileia, erede di numerose opere del medioevo, fino al settecento. In fine, d'interesse i resti del ghetto alle spalle di palazzo Attems rappresentato principalmente dalla Sinagoga e il suo museo didattico della Piccola Gerusalemme sull'Isonzo.
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